PHILIPPE ARTIAS

Philippe ARTIAS nasce nel 1912 a Feurs, in Francia. Nel 1948 l'artista parte alla volta di Vallauris, alla "conquista di Picasso", che frequenta per cinque anni.

Ritorna poi, intorno al 1953-1954 nel Velay, sua terra natale, per dipingere e disegnare in totale libertà.

ARTIAS espone, dal 1959 al 1963 in Svizzera, negli Stati Uniti, a Parigi ed è presente fino al 1980 al "Salon de Mai". Nel 1964 partecipa alla Biennale di Venezia e alla Biennale di Sao Paolo; l'anno seguente espone in Giappone, poi dal 1968 al 1972 dirige laboratori di ricerche plastiche nella Maison de la Culture di Saint-Etienne.

Tra il 1973-82 si dedica agli "aplats colorés" in cui si esercita in una ricerca continua di equilibrio tra forma e colore. Nel 1976 si stabilisce in Italia, nelle Marche. Con l'arrivo nel nostro paese ARTIAS torna ad avvicinarsi alla ceramica scoperta a Vallauris, su cui trasfonde i temi dominanti della sua produzione pittorica. Il colore si riscalda, le forme si fanno vibranti.

Espone alla Galleria Gissi di Torino, alla Toninelli di Roma, alla Roncalia di Modena. Nel 1981 la Reppublica di San Marino gli dedica un'antologica. Prosegue con gli "aplats" nella realizzazione della seria "Geotemi". Poi dal 1983 si dedica per due anni al ciclo "La Famille Royale", omaggio a Goya.

Dal 1994 lavora al ciclo ispirato a la "Morte di Sardanapalo" di Delacroix, presentato alla mostra di dipinti e ceramiche tenutasi a Urbino e Urbania nel 2002.

Nel 1988 espone a Los Angeles e Beverly Hills poi, nel 1991 il Palazzo dei Diamanti di Ferrara gli dedica un'antologica così come nel 1992 il Palazzo dei Priori di Fermo e sempre nel 1992 tiene una personale di ceramiche alla Galleria Morgana a Bologna.

Cinque anni più tardi è uno dei cento invitati dall'UNESCO per la mostra "L'Ecole de Paris", a Parigi.

Nel 1998 il Premio Marche gli dedica un omaggio e due anni più tardi espone a Pechino presso il Museo Nazionale d'Arte Moderna.

Nel 2002 ARTIAS si spegne a Numana.

Sue opere sono presenti nei Musei di Parigi, Saint-Etienne, Avignone, Neuchâtel, Dunkerque, Abidjan, Ginevra, Città di Messico, Pechino, San Marino, Ferrara, Urbino, Urbania.



VICO MAGISTRETTI

Vico Magistretti, architetto e industrial designer considerato illustre esponente dell'Italian Modernism.

Nasce a Milano il 6 ottobre 1920. La sua formazione scolastica si completa tra Italia e Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale e si laurea al Politecnico di Milano nel 1945.

Comincia presto a lavorare nello studio del padre, anch'egli architetto, e subisce l'influenza dell'architetto Ernesto Nathan Rogers.

Nel 1959 partecipa al 'Congrès Internationaux D'Architecture Moderne' (CIAM) di Otterlo in Olanda, al quale presenta progetti radicali insieme ad altri architetti italiani (BBPR, Gardella, De Carlo…).

Magistretti partecipa allo straordinario progetto sperimentale del quartiere QT8 di Milano, insieme a un gruppo di architetti e progettisti italiani cui era stata concessa piena libertà creativa. Il lavoro svolto spicca ancora oggi per le qualità umanistiche dell'architettura e per l'importanza dei suoi spazi verdi.

Insieme al suo compagno e amico architetto Luigi Caccia Dominioni, lavora al progetto 'Milano San Felice', il primo quartiere borghese ai bordi della città, con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo, il suo piano di viabilità interna e i suoi spazi verdi. Progetti simili furono realizzati in Italia tra gli anni '70 e '80 seguendo i suoi schemi.

A partire dagli anni '50 Magistretti si concentra sull'attività di industrial design. Grazie alla collaborazione con diversi imprenditori e artigiani, Magistretti vede la possibilità di progettare oggetti in serie migliorandone il design.

Nel 1956 è tra i fondatori dell'ADI.

I suoi prodotti sono stati esposti in numerose mostre internazionali di design e sono inseriti nei più prestigiosi musei del mondo; 12 suoi progetti sono ospitati nella Collezione Permanente di Design del MoMa a New York, inclusa la sua sedia in plastica Selene realizzata in un unico stampo.

La città di Genova lo ha celebrato con una retrospettiva nel 2003.

La maggior parte dei prodotti disegnati da Vico Magistretti è tutt'ora in produzione.

Ha vinto numerosi premi, tra questi, la medaglia d'oro alla Triennale del 1951, Il Grand Prix alla Triennale del 1954, tre compassi d'oro – nel 1967 per la lampada Eclisse, nel 1979 per la lampada Atollo e nel 1995 per la sua brillante carriera così come la medaglia d'oro della Chartered Society of Industrial Artists & Designers di Londra nel 1986.

Vico Magistretti ha tenuto conferenze in diverse città del mondo: Milano, Venezia, Roma, Londra, Barcellona, Copenhagen, Aspen, Tokyo, San Paolo e ha insegnato alla Domus Accademy a Milano.

Magistretti ha insegnato per 20 anni al Royal College of Arts di Londra, ed è stato nominato Royal Designer.

E' stato Membro Onorario del Royal Scottish Incorporation of Architects ed è stato nominato Membro dell'Accademia di San Luca a Roma e del Comitato Scientifico del Politecnico di Milano.

Nonostante l'immenso successo ottenuto con la professione di designer, Magistretti non ha mai abbandonato l'attività di architetto, realizzando alcuni straordinari edifici in Italia e all'estero.

Nel campo dell'industrial design, ha collaborato con importanti aziende quali: Artemide, Cassina, De Padova, Flou, FontanaArte, Fredericia, Fritz Hansen, Kartell, O'Luce, Schiffini, Olivari, Campeggi, Röstrand, Covo e Thonet Vienna.

Muore il 19 settembre del 2006 a Milano.



UGO LA PIETRA

Artista, architetto, designer e ricercatore nella grande area dei sistemi di comunicazione, Ugo La Pietra sviluppa dal 1962 un'attività tendente alla chiarificazione del rapporto "individuo-ambiente".

Negli anni Sessanta sviluppa un'intensa attività sperimentale, che si concretizzò nelle teorie del "Sistema disequilibrante", un contributo originale e personale al design radicale europeo.

Comunica le sue ricerche attraverso opere e mostre: invitato a realizzare ambienti sperimentali nel 1968 alla Triennale di Milano e nel 1972 al Museum of Modern Art di New York per la mostra "Italy New Domestic Landscape", è stato anche curatore della Sezione Audiovisiva alla Triennale di Milano del 1981, della mostra "Cronografie" alla Biennale di Venezia del 1992, della Sezione "Naturale-Virtuale" alla Triennale di Milano del 1996.

Ha diretto le riviste: In, Progettare Inpiù, Brera Flash, Fascicolo, Area, Abitare con Arte; attualmente dirige la rivista Artigianato tra Arte e Design.

E' stato redattore di settore delle riviste Domus, D'ARS e AU.

Vincitore del 1° premio al Festival del Cinema di Nancy nel 1975 e del Premio Compasso d'Oro nel 1979, del 2° Premio al Concorso per il Parco Urbano ex Manifattura Tabacchi a Bologna nel 1985 e selezionato per il 1° grado al Concorso per la ristrutturazione delle Colonne di S. Lorenzo a Milano.

Dal 1985 ha organizzato mostre e seminari, portando la cultura del progetto all'interno di diverse aree artigiane.

Ha realizzato più di 900 mostre personali e collettive in Gallerie d'Arte e Musei in Italia e all'estero dal 1962 ad oggi.

Ha svolto attività didattica presso le Facoltà di Architettura di Milano, Pescara, Palermo, Torino, Venezia, Milano; all'Istituto d'Arte di Monza; all'ISIA di Faenza; all'Istituto Europeo di Design di Milano; all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano; dal 2000 dirige il Dipartimento "Progettazione Artistica per l'Impresa" all'Accademia di Belle Arti di Brera.

Ha progettato oggetti e collezioni per varie aziende, tra cui: Poggi (Pavia), Elam (Meda), Tosi Mobili (Udine), Busnelli (Lentate), Abet Laminati (Milano), Alessi (Novara), Artemide (Milano), Barovier e Toso (Venezia), Cerdisa (Modena), Cleto Munari (Vicenza), Coop. Ceramica d'Imola (Imola), Decaux (Francia), De Vecchi Argenti (Milano), Eschenbach (Germania), Fantini Mosaici (Milano), F.lli Boffi (Milano), Frigerio Rattan (Como), Gallotti e Radice (Como), General du Granit (Francia), Bernini (Milano), Gruppo Bisazza (Vicenza), I Tre (Venezia), Lamp - Art (Como), Lipparini (Bologna), Mangani (Firenze), Menphis (Milano), Morelato (Verona), Plana (Milano), RS Valeo (Milano), Sica (Pesaro), Tisca Italia (Bergamo), Up & Up (Massa), Arte & Cuoio (Pesaro), Diemmeti (Milano), Berdondini (Faenza)